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Insieme è meglio

Perché siamo sulla terra?

sabato 11 maggio 2013

Giorno 41: e ora?

Complimenti per aver completato i nostri 40 Giorni "Insieme"!

Sono certo che Dio abbia benedetto questo tempo che tu hai dedicato a Lui, e che continuerà a benedirti grandemente in risposta alla tua fedeltà!

Ora so che tu mi domanderai: "Cosa succede ora, alla fine della campagna “Insieme è meglio”?  Dopo questi quaranta giorni, cosa debbo fare?"

Ci sono tre cose che voglio tu faccia.

1. Continua ad essere fedele

“Non trascuriamo le nostre riunioni di chiesa, come fanno certuni regolarmente; incoraggiamole invece, esortandoci a vicenda” (Ebrei 10:25a PV)

Continua ad andare la domenica nella tua chiesa locale, continua ad incontrarti nel tuo piccolo gruppo.

2. Continua a mettere in pratica il Vangelo

“Continuate a mettere in pratica tutto ciò che avete imparato, ricevuto, udito e visto in me. E il Dio della pace sarà con voi.” (Filippesi 4:9a PV)

Non solo devi continuare ad incontrarti, ma devi continuare ad applicare ciò che impari alla tua vita: continua ad avere un periodo di meditazione giornaliero; continua a leggere quotidianamente delle riflessioni bibliche; continua a leggere quotidianamente la Bibbia.

3. Prega per le altre chiese della tua città,  della tua provincia, della tua regione, della nostra Nazione.

“Per prima cosa pregate che il messaggio del Signore continui a diffondersi e sia glorificato come lo è fra voi.” (2 Tessalonicesi 3:1 PV)

Il Signore è da molto che mi ha messo un peso sul cuore per vedere le chiese italiane incontrarsi  e pregare assieme; prega che Dio protegga l'unità delle chiese locali.

Come conclusione voglio pregare assieme a te:

Caro Padre, ti voglio ringraziare per tutto quello che hai fatto nelle nostre vite. Grazie per averci creati, per averci salvati, per averci dato uno scopo nella vita e per averci garantito una casa in Cielo.

Vogliamo oggi dirti il nostro grazie per quello che tu sei, per ciascuno di noi, per le nostre famiglie di chiesa e per il privilegio di essere parte dei tuoi piani di salvezza per il mondo. Grazie che possiamo adorare insieme, servire insieme, condividere te insieme, crescere insieme ed avere comunione fraterna insieme.


Lascia che ora preghi per te:  ci sono due preghiere  che sono "pericolose" per chi ha creduto in Gesù: "Usami" e "Qualsiasi": "qualsiasi cosa tu mi chieda, in qualsiasi posto tu mi voglia,in qualsiasi momento tu decida… io lo faccio!" Sono pericolose perché Dio prende seriamente ogni tua preghiera: e se tu preghi queste preghiere con il tuo cuore, Egli sarà fedele, e ti risponderà per certo!

 Per poterti usare, Dio deve avere la tua PIENA disponibilità, e tu devi avere PIENA fiducia che quello che Egli ti chiede è per il bene tio e del tuo prossimo.


Se Il Signore ti ha parlato durante questi quaranta giorni, sei pronto, sei pronta a pregare la preghiera che cambierà la tua vita?

Inginocchiati dove sei ora, e prega assieme a me:

Signore, ti chiedo di usarmi, in qualsiasi modo tu voglia. La mia risposta a te è e sarà sempre “si”. Usami Signore. Qualsiasi cosa tu mi chieda. Usami!


Questo lo prego nel tuo santo nome, Gesù.


Amen

Che il Signore benedica il tuo impegno e le tue decisioni per Lui!


Marco

venerdì 10 maggio 2013

Giorno 40: siamo creati per adorare insieme celebrando insieme


Giorno 40

ARGOMENTO: Siamo creati per adorare insieme



C E L E B R A N D O   I N S I E M E



Quando vi incontrate, cantate salmi, inni e canti di lode mentre lodate il Signore con tutto il vostro cuore.”

Efesini 5:19 (CEV)



La celebrazione è una festa, non un funerale!



Se c’è qualcuno su questa Terra che ha ragione di celebrare è chi ha dedicato la sua vita a Cristo ed è entrato a far parte della famiglia di Dio! Pensate soltanto a tutto ciò che Dio ha fatto per noi!



Nel momento in cui dichiariamo la nostra fiducia in Cristo noi veniamo:



  • Dotati di una nuova vita ricca di senso e significato!
  • Perdonati di ogni peccato, errore e fallimento!
  • Amati incondizionatamente ed accettati da Dio!
  • Muniti di sostegno spirituale da una famiglia spirituale!
  • Liberati da ogni preoccupazione perché è Dio ad avere il controllo!
  • Equipaggiati del potere di Dio di superare ferite, abitudini e fobie!
  • Dotati della parola di Dio con tutto ciò che ci serve per una vita riuscita!
  • Liberati dalla vergogna, dal rimpianto e dal risentimento!
  • Assicurati che Satana non può privarci della nostra salvezza!
  • Confortati riguardo al fatto che “Dio fa sì che tutto cooperi per il nostro bene”!
  • Resi capaci di affrontare ogni giorno con speranza e fede ottimista!
  • Equipaggiati di doni spirituali, talenti e abilità da sfruttare!
  • Protetti da tutte le promesse di Dio!
  • Riforniti di tutto ciò di cui abbiamo bisogno!
  • Assicurati della vita eterna nei cieli!


Se tutti questi benefici non vi inducono a celebrare, avete bisogno di un dottore!



È ironico che nella nostra cultura sia accettabile eccitarsi per ogni cosa ad eccezione di Dio. Si va a una partita e si grida fino a far scoppiare i polmoni, si salta come pazzi, si piange, ci si abbraccia, si applaude – e chiunque ci guarda, bonariamente dirà che siamo dei veri fan. Ma se mostreremo gioia, sincera emozione o entusiasmo nella celebrazione a Dio, allora siamo tutti fanatici.



2 Samuele 6:5 afferma che “Davide e tutta la casa d’Israele festeggiavano con tutte le loro forze davanti al Signore, con canti e col suono delle arpe, delle lire, dei tamburi e dei cembali.”, doveva essere decisamente allegro e rumoroso! Ma la moglie di Davide Mical era più concentrata sul decoro che sulla gioia e rimbrottò il marito per la sua celebrazione così piena di entusiasmo (2 Samuele 6:16–20). Tristemente, è l’atteggiamento di Mical ad essere vincente in tante chiese ancora oggi, e smorza ogni tentativo di godere della celebrazione e dell'amicizia in una comunità di credenti.



Dio ama ascoltare il canto dei suoi figlioli e il Salmo 150:6 chiede “Ogni creatura che respira, lodi il SIGNORE”. Il Salmo 149:1 (Msg) ci dice: “Cantate al SIGNORE un canto nuovo, cantate la sua lode assieme a coloro che lo amano.” Perché dunque, un cantico nuovo? Perché Dio desidera dare qualcosa di fresco alle nostre esistenze.



La Bibbia abbonda di feste, festeggiamenti, festività e celebrazioni, proprio perché sono importanti per evidenziare i progressi nelle nostre vite. C’è grande potenza nel ricordo, ma troppo spesso siamo così concentrati ad andare avanti verso la prossima attività o il prossimo obiettivo, che ci dimentichiamo di fermarci a celebrare ciò che abbiamo fatto.



Mentre ci apprestiamo a concludere questi 40 giorni insieme, prepariamo i nostri cuori e andiamo in chiesa con il desiderio di celebrare insieme agli altri. Ecco il vostro ultimo compito: elencate nel vostro diario tutte le cose buone che avete visto compiere a Dio in queste ultime sei settimane delle vostre vite, nelle vostre famiglie, nel vostro piccolo gruppo, o durante le celebrazioni domenicali con i fratelli e le sorelle della vostra chiesa.



Apocalisse 5:11–13 ci dice che il paradiso sarà un’immensa festa. Cominciamo allora a praticare la nostra capacità di far festa, così da arrivare in cielo preparati nel cuore! Il tempo che trascorriamo a cantare lodi al Signore qui sulla terra non è che un blando anticipo del tempo in cui il canto sarà infinito.





P U N T O   D A   P O N D E R A R E :

Ogni volta che celebro Dio con gli altri, mi alleno per il cielo.



V E R S E T T O   D A    M E M O R I Z Z A R E :

Festeggerò e sarò gioioso perché Tu, Signore, mi hai salvato.”

Salmi 35:9 (CEV)



D O M A N D A   S U   C U I   R I F L E T T E R E :

Quando adori, sei più concentrato su ciò che pensano gli altri o su ciò che pensa Dio?

giovedì 9 maggio 2013

Giorno 39: siamo creati per adorare insieme donando le nostre offerte insime


Giorno 39

ARGOMENTO: Siamo creati per adorare insieme



D O N A N D O   L E   N O S T R E   O F F E R T E
I N S I E M E



“Ogni domenica ognuno di voi metta da parte un pò di soldi,

in proporzione a ciò che avete guadagnato… per l’offerta.”

1 Corinzi 16:2(TEV)



Restituire al Signore è il fulcro dell’adorazione.



Potrebbe anche sorprendervi scoprire che Gesù insegnò più sul danaro, e al suo possesso, di quanto non fece rispetto al paradiso e all’inferno. Il termine “dare” è utilizzato più di 1500 volte nella Bibbia, più di ‘fede’, ‘speranza’, ‘amore’ o ‘preghiera’. Perché? Ovviamente Dio non ha bisogno del nostro danaro, Egli non è povero, piuttosto Egli desidera che diventiamo come Lui e questo può accadere soltanto se apprendiamo ad essere generosi. Egli infatti è un donatore, il più generoso donatore dell’universo. Ogni cosa che possedete è un Suo dono (1 Cronache 29:14).



In molte chiese l’offertorio è un momento piuttosto insignificante nel corso della celebrazione, viene ignorato, tollerato o apertamente sofferto da molti. Eppure è la Bibbia ad insegnarci che Dio desidera che le nostre offerte siano una significativa espressione della nostra adorazione, in tre dimensioni: passato, presente e futuro.



Innanzi tutto, offrire è espressione di gratitudine a Dio per il passato. “Ringraziamento” e “offerta” procedono di pari passo. Quando restituiamo al Signore, esprimiamo il nostro apprezzamento per tutti i modi in cui Egli ci ha benedetti. Diciamo: “Dio, Ti siamo grati per tutto ciò che hai fatto per noi e per le nostre vite e ti amiamo”, ecco perché non si dovrebbe mai offrire sotto pressione. Dio vuole che la nostra motivazione sia la gratitudine. La Bibbia afferma “Dia ciascuno come ha deliberato in cuor suo; non di mala voglia, né per forza, perché Dio ama un donatore gioioso.” (2 Corinzi 9:7) e solo qualche versetto dopo continua dicendo “…La vostra generosità sarà motivo di ringraziamento a Dio” (2 Corinzi 9:11).



In secondo luogo, il mio offrire testimonierà le mie priorità presenti. “Lo scopo di dare la decima è per insegnarti a mettere sempre Dio al primo posto nella tua vita” (Deuteronomio 14:23) . Se vuoi capire cosa conti davvero per qualcuno, ti basta guardare il suo calendario e la sua agenda. Il modo in cui le persone trascorrono il loro tempo rivela cosa è davvero importante per loro. Non è importante soltanto affermare di amare Dio, la Bibbia ci dice che è ciò che offriamo che ne è la testimonianza sincera (2 Corinzi 8:8). Quando doniamo la decima del nostro stipendio a Dio, il primo giorno della settimana, questo è prova che Dio occupa il primo posto nei nostri cuori. Gesù affermava che “…dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore” (Matteo 6:21).



Terzo, il mio donare è espressine della mia fede in Dio per il futuro. Dio vede la mia offerta come una prova della mia fede. In Malachia 3:10, Egli afferma: “Portate tutte le decime alla casa del tesoro, perché ci sia cibo nella mia casa;poi mettetemi alla prova in questo… vedrete se io non vi aprirò le cateratte del cielo e non riverserò su di voi tanta benedizione che non vi sia più dove riporla.” Dio ci lancia una sfida dicendoci: “Vi sfido a confidare nella mia promessa di prendermi cura di voi nel momento in cui mi metterete al primo posto nelle vostre finanze. Avete fiducia in me?”. Mi ha sempre stupito come così tante persone siano disposte a fidarsi di Dio per la loro salvezza eterna ma non per la decima.



Nel versetto odierno, Paolo ci fornisce le tre caratteristiche per un’offerta piena di fede:



  • Deve avvenire settimanalmente: “Ogni domenica…” Dio ci chiede di dare sistematicamente, non spasmodicamente. Perché di domenica? Dare è un atto di adorazione che va fatto in un luogo di culto, durante la celebrazione!



  • Deve essere pianificato: “dovete mettere da parte del danaro…” e questo necessita riflessione. Dio non vuole che il tuo dare sia avventato, scriteriato o impulsivo. Desidera che pensiamo bene a ciò che diamo.





  • Deve essere proporzionale: “…in proporzione a ciò che hai guadagnato.” La decima corrisponde al 10% di ciò che Dio ti ha aiutato a guadagnare. Dio non guarda alla somma che dai, Egli vede ciò che hai e l’atteggiamento con cui dai.



Mentre vi preparate per la celebrazione settimanale, alla fine di questi 40 giorni insieme, prendete in considerazione la possibilità di portare un’offerta di ringraziamento a Dio per tutto ciò che vi ha fatto per le vostre vite, per la vostra piccolo gruppo, per la vostra chiesa in queste sei settimane trascorse insieme.





P U N T O   D A   P O N D E R A R E :

Restituire al Signore è il cuore dell’adorazione.



V E R S E T T O   D A   M E M O R I Z Z A R E :

Perché dov'è il tuo tesoro, lì sarà anche il tuo cuore.”

Matteo 6:21



D O M A N D A   S U   C U I    R I F L E T T E R E :

Cosa dice il mio dare della condizione e della direzione del mio cuore?


mercoledì 8 maggio 2013

Giorno 38: siamo creati per adorare insieme pregando insieme


Giorno 38
ARGOMENTO: Siamo creati per adorare insieme

P R E G A N D O   I N S I E M E

Tutti loro si incontravano costantemente per pregare.”
Atti 1:14 (NLT)

Dio ha inteso la preghiera come una priorità e non come un PS.

In molte chiese e piccoli gruppi, la preghiera è come l'esecuzione dell'inno nazionale prima di una partita: non potremmo pensare di cominciare senza, ma è di secondaria importanza rispetto all'evento stesso. I primi cristiani “perseveravano concordi nella preghiera” e la Bibbia afferma che dobbiamo dedicarci alla preghiera “...vegliando in essa con rendimento di grazie.” (Colossesi 4:2).

La preghiera invita la presenza e il potere di Dio nelle nostre realtà individuali e di gruppo. La maggior parte di noi sa bene quanto questo sia vero, eppure quando si tratta di metterla in pratica, la preghiera resta ai margini e molti cristiani vivono con senso di colpa e inadeguatezza la loro vita di preghiera.

Cerchiamo però di essere onesti: dedicarsi alla preghiera e imparare a pregare in gruppo non è cosa facile. È interessante notare come il solo momento in cui ai discepoli chiesero a Gesù di insegnare loro qualcosa, fu quando gli chiesero “Signore, insegnaci a pregare” (Luca11:1).

Ecco alcuni consigli pratici che daranno una spinta all'attività di preghiera nel vostro piccolo gruppo.

Innanzi tutto, rendete la preghiera una priorità nei vostri incontri. In Atti 4 quando gli apostoli furono ingiustamente arrestati, imprigionati e minacciati, non iniziarono a protestare e non iniziarono una campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica o una dimostrazione politica. Chiesero invece un incontro di preghiera. E ben presto il luogo dove avevano iniziato a pregare cominciò letteralmente a tremare per la potenza divina.

Fermatevi un momento a considerare il fatto che il Dio dell'universo desidera ascoltare noi e le nostre piccoli gruppi. “Qual è infatti la grande nazione alla quale la divinità sia così vicina come è vicino a noi il SIGNORE, il nostro Dio, ogni volta che lo invochiamo?” (Deuteronomio 4:7, NLT). La Bibbia afferma anche che possiamo presentarci a Lui con fiducia sapendo che Egli è un buon Padre che gioisce di poter soddisfare i bisogni dei suoi figlioli: “Accostiamoci coraggiosamente al trono del nostro misericordioso Dio. Li, otterremo misericordia e grazia per essere soccorsi quando ne abbiamo bisogno” (Ebrei 4:16, NLT).

Cosa succederebbe allora se la preghiera diventasse una priorità nel vostro piccolo gruppo? Potrebbe essere un buono spunto per la vostra piccolo gruppo discutere su come aiutare il vostro gruppo ad espandere la sua visione con la preghiera.

Secondo, fate in modo che chiunque partecipi alla preghiera di gruppo. La preghiera è uno strumento potente gli uni PER gli altri, ma anche gli uni CON gli altri. Se la vostra piccolo gruppo è simile a tante altre, probabilmente ci sono due o tre persone che si sentono a proprio agio nella preghiera ad alta voce in gruppo; non ci vuole molto tempo prima che diventi un’abitudine che la preghiera sia un compito assegnato soltanto a loro.

Se la vostra piccolo gruppo deve davvero diventare preghiera in comunione, è importante che tutti si sentano coinvolti e se tu sei tra quelli che non si sentono a loro agio, ecco cosa puoi fare per cominciare:

  • inizia a piccoli passi. Dapprincipio non sarai quello che conclude l'incontro in preghiera. Magari dirai solo una breve frase.

  • Sii te stesso. Non devi assumere un tono o una voce o parole speciali. Rivolgi semplicemente a Dio come se parlassi a un buon amico. Non c'è “un modo giusto” di pregare.

  • Concentrati su Dio e non sugli altri. Dopo tutto è Lui che stai pregando e a Lui importa del tuo cuore, non dell'eloquenza del tuo parlare.
In terzo luogo, condividi i tuoi effettivi sentimenti con il piccolo gruppo. Si tratta di uno dei grandi vantaggi della preghiera in un piccolo gruppo. In una celebrazione settimanale o in un incontro di preghiera con persone che non conosciamo, è improbabile che riusciremo a condividere i nostri sentimenti o i nostri più intimi bisogni. Comunque, quando siamo in un circolo ristretto di amici che ci amano, siamo più aperti al pensiero di condividere i nostri bisogni più veri. È soltanto quando condividiamo qualcosa di noi in maniera così specifica che il nostro gruppo può pregare altrettanto specificamente e può aiutarci a vedere quanto specificamente Dio ci risponde.

Quarto, imparate a pregare “al momento”. Quando qualcuno condivide un bisogno, una crisi o una nota di merito, predisponetevi a fermarvi proprio in quel medesimo istante per pregare insieme. Le lacrime delle persone sono sovente l'invito che Dio rivolge al tuo gruppo di fermarsi e pregare. A volte, la cosa più importante che potete fare per chi soffre è raccogliervi intorno a lui o a lei e pregare in suo nome.
Pregare insieme è uno dei più grandi privilegi che abbiamo in quanto membri della comunità cristiana. Cerchiamo di essere capaci di trarne tutto il vantaggio.

P U N T O    D A   P O N D E R A R E :
Quando il tuo gruppo prega insieme, la tua fede ne risulta rafforzata
e riuscirai a vedere la piena potenza di Dio.

V E R S E T T O   D A   M E M O R I Z Z A R E :
Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera.”
Atti 1:14

D O M A N D A   S U   C U I   R I F L E T T E R E :
Quanto è prioritaria la preghiera nella vita della tua piccolo gruppo?

martedì 7 maggio 2013

Giorno 37: siamo creati per adorare insieme preparandoci per l'adorazione


Giorno 37
ARGOMENTO: Siamo creati per adorare insieme


P R E P A R A N D O C I   P E R    L’ A D O R A Z I O N E

Ed egli (Roboamo) fece il male,
perché non applicò il suo cuore alla ricerca del SIGNORE.”
Cronache 12:14

Quando adoriamo il Signore senza avere preparato il nostro cuore, commettiamo peccato.

Dio non si aspetta da noi una celebrazione comune perfetta, ma desidera che esso sia consapevole, e che ognuno di noi arrivi alla celebrazione preparato nel cuore e libero nella mente. In questa offerta comune che rendiamo a Dio, siamo chiamati alla Sua presenza – la presenza di un Essere Santo, il Dio unico e vero – pieni di ringraziamento (Salmi 95:2).

La nostra celebrazione comunitaria è in realtà un'estensione della nostra camminata quotidiana con Dio, dove le nostre attitudini e le nostre azioni sono al servizio dell'adorazione del nostro Creatore (Romani 12). Il nostro amore gli uni per gli altri è un'altra forma di adorazione che diventa elemento critico affinché “unitevi in un’unica voce, lodando e glorificando Dio” (Romani 15:56, NLT). Se non saremo in grado di applicare le lezioni di reciprocità che abbiamo studiato nelle ultime sei settimane, potremmo rendere impossibile alla chiesa di rendere lode unisona al Signore.

Dobbiamo riuscire a purificarci da qualsiasi cosa che impedisca la nostra amicizia con Dio. Ecco cosa dichiarava il salmista, “Chi salirà al monte del SIGNORE? Chi potrà stare nel suo luogo santo? Solo coloro con cuore e mani pure, che non si piegano agli idoli e non mentono... Soltanto loro possono entrare alla presenza di Dio, e adorare il Dio d’Israele” (Salmi 24:3–4, 6, NLT). Le nostre mani e i nostri cuori sono stati purificati dalla morte e dalla resurrezione del nostro salvatore Gesù Cristo ed è soltanto attraverso di Lui che la nostra celebrazione è accettabile a Dio. “Per mezzo di Gesù, dunque, offriamo continuamente a Dio un sacrificio di lode: cioè, il frutto di labbra che confessano il suo nome” (Ebrei 13:15).

Prepararsi per la celebrazione significa rallentare, allontanarci da noi stessi per iniziare a meditare su ciò che Dio ha fatto per noi. Questo colmerà i nostri cuori di gratitudine che si esprime poi attraverso la lode. “Io bramo, si, svengo dal desiderio di entrare alla corte del Signore. Con tutto il mio essere, corpo e anima, grido di gioia al Dio vivente.” (Salmi 84:2, NLT)

La disarmonia all'interno della chiesa può anche compromettere la celebrazione insieme. Gesù considerava la nostra unità talmente fondamentale che affermava di preferire l'interruzione della celebrazione da parte nostra per rimettere prima le cose a posto con chi dovesse avere delle questioni in sospeso con noi. Solo dopo avere ristabilito una relazione possiamo ritornare ad adorare il Signore. “Se stai per entrare nel vostro luogo di adorazione e, mentre stai per fare un’offerta, ti ricordi ad un tratto di una disputa che un amico aveva contro di te, lascia la tua offerta, esci immediatamente, vai da questo amico e riconciliati. Poi e solo poi, ritorna e metti a posto le cose con Dio” (Matteo 5:2324, Msg).

Quanto facilmente si ristabilirebbero le relazioni interrotte all'interno delle nostre chiese, se tutti fossimo d'accordo sull'interrompere la celebrazione fino alla loro completa e reciproca soluzione!

Una volta esaminati i nostri cuori, ci prepareremo per la nostra celebrazione comunitaria dicendo a Dio queste tre cose mentre ci apprestiamo ad entrare in chiesa:

  • Signore, vengo a Te, pensando a Te e a null'altro. Aiutami a liberare la mia mente e ad adorarTi con cuore integro. Desidero venire a Te con tutto il cuore (Salmi 86:11)
  • vengo a Te per dare e non per ricevere. Desidero cercare il Tuo volto e non la Tua mano. Non ho altro impegno al di fuori del renderTi un servizio, mio Signore.
  • Vengo a Te per offrirTi le mie lodi e il mio cuore, la mia voce e le mie mani in Tua lode. Scelgo di non avere altro pensiero che la Tua bontà e la Tua pietà e di non pensare all'errore o ai modi degli uomini. Scelgo di non criticare i miei fratelli e le mie sorelle che vengono con me a renderTi onore e gloria.

L'invito di Dio a venire a Lui nell'adorazione è un privilegio incommensurabile. Facciamo in modo di non darlo mai per scontato.
P U N T O   D A   P O N D E R A R E :
Quando adoriamo il Signore senza avere preparato il nostro cuore, commettiamo peccato.

V E R S E T T O   D A   M E M O R I Z Z A R E :
Chi potrà stare nel suo luogo santo? Solo quelli con cuore e mani puri.”
Salmi 24:3-4 (NLT)

D O M A N D A   S U   C U I   R I F L E T T E R E :
Come puoi prepararti per l’adorazione collettiva questa settimana?

lunedì 6 maggio 2013

Giorno 36: siamo creati per adorare insieme adorando ogni settimana


Giorno 36
ARGOMENTO: Siamo creati per adorare insieme

A D O R A N D O    O G N I   S E T T I M A N A

Avete sei giorni per svolgere il vostro lavoro,
ma il settimo giorno di ogni settimana è santo perché appartiene a me.”
Levitico 23:3(CEV)

La vita ha un suo ritmo.

Sapevate che Dio vi chiede di dedicare un giorno intero al riposo, ogni settimana? Per Dio questo è talmente importante che lo ha incluso nella lista delle 10 priorità – i Dieci Comandamenti. Si tratta del comandamento numero 4, si accompagna a non uccidere e a non commettere adulterio e a non rubare! Eccone dimostrata la serietà!

La Bibbia chiama Shabbath questo giorno completamente dedicato al riposo e all'adorazione comunitaria. Non è un giorno da dedicare alle gite o al recupero del lavoro lasciato indietro, o alla pianificazione di altri incontri. Deve essere dedicato al riposo e alla celebrazione di gruppo e non è opzionale. Quindi se non vi ritagliate uno Shabbath settimanale, di fatto state disubbidendo a uno dei Dieci Comandamenti ogni settimana.

Perché dunque lo Shabbath è così importante? Ecco come spiega Gesù, “Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato” (Marco 2:27). Gesù sapeva che due dei bisogni fondamentali su base settimanale sono il riposo e la celebrazione insieme ad altri credenti perché questo fa parte del ritmo vitale pianificato da Dio.

Certamente, oggi, il ritmo di vita particolarmente frenetico rende il sabato e la domenica giornate spesso più impegnative dei giorni feriali. Cerchiamo di sistemare tutte le attività possibili nei nostri week-end, così che quando arriva il lunedì non ci siamo riposati affatto, né abbiamo celebrato veramente il Signore.

Per molte persone, la celebrazione in comunione è l'ultima delle alternative possibili, qualcosa da farsi solo quando comoda e non interferisce con altre attività. Altri affermano di celebrare il Signore quando sono immersi nella natura, in campeggio o quando stanno sciando, ma non è il tipo di celebrazione che il Signore richiede una volta alla settimana. La celebrazione del Signore deve essere comunitario insieme ad altri credenti: Dio vuole che ci riuniamo con gli altri membri della Sua famiglia per lodarlo insieme. Quando questo accade, Egli è con noi, come ha affermato Gesù: “ogni volta che due o tre di voi sono riuniti nel mio nome, io sono li con voi” (Matteo 18:20, CEV).

Nella celebrazione in comunione, rendiamo adorazione al Signore in maniera che non ci è possibile quando siamo soli. Mentre cantiamo e celebriamo insieme, mentre preghiamo e ci confessiamo insieme, mentre condividiamo e meditiamo insieme, mentre offriamo e ci impegniamo insieme, noi riaffermiamo la nostra fede, rafforziamo la nostra speranza e rinnoviamo il nostro amore. E questo può avvenire soltanto in comunione.

Questa settimana osserveremo in quali modi possiamo approfondire la nostra celebrazione in comunione, ma adesso raccogliete la mia sfida a prendere sul serio il comandamento di Dio. Se avete la tendenza a dedicarvi ossessivamente al lavoro, senza mai concedervi un momento di pausa e di riposo, se il vostro impegno rispetto alla celebrazione settimanale è piuttosto casuale, basato sulla convenienza invece che sull'impegno, dovete davvero inserire uno Sabbath sulla vostra agenda. Imparate a memoria il versetto di oggi perché vi aiuti a ricordare il ritmo di una vita equilibrata e salutare. Sedetevi con i membri del vostro piccolo gruppo questo week-end, per la celebrazione della Domenica.

Non perdiamo mai l’abitudine a stare insieme, come alcuni stanno facendo. Al contrario, incoraggiamoci uno con l’altro tutto il tempo, perché vedete che il giorno del Signore si stà avvicinando” (Ebrei 10:24-25, TEV).



P U N T O   D A   P O N D E R A R E :
Lo Sabbath è un momento in cui il Signore dice:
«Fermatevi, e riconoscete che io sono Dio.”
Salmi 46:10

V E R S E T T O   D A   M E M O R I Z Z A R E :
Avete sei giorni per svolgere il vostro lavoro,
ma il settimo giorno di ogni settimana è santo perché appartiene a me.”
Levitico 23:3 (CEV)

D O M A N D A   S U   C U I   R I F L E T T E R E :
Su cosa devi intervenire per riuscire a conciliare la tua agenda
e le tue priorità con il ritmo di Dio?

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